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| di Redazione (08/02/2010) |
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| Il Taranto che non sa più pungere |
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A Reggio abbiamo dato spettacolo. Coreografia in memoria di Erasmo Iacovone, cori che a tratti sono stati devastanti, tifo discontinuo (succede sempre quando si è in tanti) ma sempre ad alti livelli. Se il Magico fosse all'altezza della sua tifoseria...
TRASFERTA MODERNA - Stavolta funziona tutto. Capita pure che lo speaker della Ryan Air ringrazi il signor Castellano per l'onore concesso di viaggiare con la compagnia irlandese. L'aereo sembra una torcida. Nessuna tormenta di neve fermerà il popolo chiamato al sostegno.
A Bologna ci verranno a prendere i volenterosi amici che da sempre ci danno un sostegno logitico senza il quale i costi della trasferta diventerebbero proibitivi. Il tempo di immettersi in autostrada che Reggio Emilia è a un passo.
FUORI DAL SETTORE : troveremo lo striscione "rispetto genera rispetto". Poi il Giglio, signori... che stadio. Ha lo stesso impatto dell'Arechi di Salerno. Uno stadio all'inglese... un impatto visivo eccellente.
Nel parcheggio auto provenienti da ogni parte, miscugli di dialetti che si incrociano, famiglie intere che si sono mosse per ritrovare quella tarentinità mai sopita. Una trasferta di massa, popolare e calorosa. L'aspetto del calcio che i burocrati che legiferano sul calcio non capiranno mai.
DENTRO IL SETTORE - I saluti sono d'obbligo. Tanti, troppi. Un abbraccio virtuale a tutti: non vorremmo scontentare nessuno. Era così travolgente la mareggiata rossoblu che non ci è stato possibile salutare tutti. A Giulianova, per ribadire quel legame indissolubile.
I REGGIANI - Confermano l'ottima impressione destata all'andata e ricoprono in pieno il ruolo dei padroni di casa. Compatti, cori secchi e decisi che a volte sentiamo nitidamente. Sventolano le bandiere, accendono torce e fumoni. Sembra di essere tornati all'antico... purtroppo la piacevole sensazione dura il tempo di una torcia.
LA PARTITA - I temi del match sono stati ampiamente sviscerati in tutte le salse da gente sicuramente più competente. Ciò che ci preme sottolineare è che il Taranto non punge. La manovra è efficace e avvolgente, a volte addirittura spettacolare... ma non si tira in porta. Non si segna su azione dal secondo gol di Marcianise... gli ultimi exploit sono su tiri piazzati. Chi se lo sarebbe aspettato che un trittico formato da Corona/Innocenti/Scarpa sarebbe stato così stitico?
EFFETTO CACARELLA - Assenti Daddy Senior e Jr, abbiamo beccato la squadra all'aeroporto. Tutti, proprio tutti coinvolti. Anche Rajcic (era programmata una sostituzione che non è potuta avvenire). Migliaccio che finisce il match vomitando. Di Roberto che chiede il cambio. Con questi presupposti il pareggio strappato in casa della terza forza del campionato non è per niente disprezzabile, se consideriamo che la Reggiana, anche nel match di andata, ha praticamente rinunciato a giocare contro di noi. Da segnalare, comunque, che i granata hanno avuto ben due ghiotte occasioni per trafiggere Bremec. Ma la difesa ha retto, nonostante i malori.
FINE GARA - Scarpa che si lamenta platealmente con chi lo chiama (ingenerosi...) bidone. Verrà ripreso al gate. A fine gara solita corsa alla maglietta con un tifoso particolarmente esuberante che crede che il fossato sia solo la lastra di ghiaccio presente. Finirà letteralmente "sponzato" con l'acqua lurida e gelida del fossato che gli arriverà al torace. Portato di emergenza negli spogliatoi, si ritroverà vestito di tutto punto con tuta e giaccone griffati Taranto.
Tempi che cambiano: se fosse caduto nel fossato l'anno scorso... sarebbe crepato di polmonite!
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