Privilegi e facilitazioni ...per tifosi fidelizzati sono contrari al Codice
di Giustizia Sportiva e alla legge post-Raciti. Ne sapevamo già tante:
la Tessera del Tifoso non è un obbligo di legge e poggia su un
dispositivo che il TAR Lazio ne valuterà l‘incostituzionalità. E'
un’imposizione per i club e una scrematura preventiva del pubblico,
senza la certezza di estirpare i fenomeni violenti. Limita le libertà di
movimento dei cittadini e mina la privacy, colpa il micro-chip con
identificazione a radio frequenza. E’ un’operazione di marketing
speculativo e il Presidente dell’UEFA l’ha bocciata senza riserve. E
così via, sciorinando a più non posso le criticità di questa rivoluzione
all’italiana. Ma l’ultima scoperta ha davvero del clamoroso: la Tessera
del Tifoso è illegale! Contrasta una legge dello Stato varata dopo la
morte dell’Ispettore di Polizia Filippo Raciti e va contro il Codice di
Giustizia Sportiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
TESSERA ILLEGALE
L’art. 8 della Legge 4 Aprile 2007 N° 41, che ha convertito il Decreto
dell’8 Febbraio 2007 N°8 recante “misure urgenti per la prevenzione e la
repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni
calcistiche”, obbliga i club di Serie A, B, Lega Pro e Dilettanti ad
escludere qualsiasi tipo di facilitazione per i tifosi, pena una
sanzione amministrativa del Prefetto con multa dai 50.000 ai 200.000
euro. Ecco il passaggio in questione: “E’ parimenti vietato alle società
sportive corrispondere contributi, sovvenzioni, facilitazioni di
qualsiasi genere ad associazioni di tifosi comunque denominate”. Un
divieto che riguarda anche le cosiddette associazioni di fatto,
disciplinate dal codice civile, nelle quali si fanno rientrare anche i
possessori della Tessera del Tifoso che, per il peculiare elitarismo
voluto dal Ministro dell’Interno Maroni, sono facilitati da offerte
commerciali e proposte logistiche atipiche: esclusività per l’acquisto
di abbonamenti stagionali e biglietti in trasferta per i settori ospiti.
Esclusività per i biglietti in casa nelle gare giudicate a rischio dal
CASMS. Accesso dedicato allo stadio con varchi prioritari (ancora da
costruire). Agevolazioni per l’acquisto di merchandising e pacchetti
finanziari (per i supporter della Fiorentina anche prestiti di denaro e
mutui viola!) In parole povere, benefit per una cerchia di tifosi
ufficiali, per i quali l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni
Sportive spinge le società a favorire “la concessione di facilitazioni,
privilegi e/o benefici”. Cioè quanto vietato dalla legge pubblicata in
Gazzetta Ufficiale nel 2007, dopo la morte di Raciti.
CONTRO IL CODICE SPORTIVO
Stesse prescrizioni nel Titolo I delle norme di comportamento previste
dal Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, al primo comma dell’art. 12
(“Prevenzione di fatti violenti”): “Alle società è fatto divieto di
contribuire, con interventi finanziari o con altre utilità, alla
costituzione e al mantenimento di gruppi, organizzati e non, di propri
sostenitori”. Cos’altro sarebbe la Tessera del Tifoso se non uno
strumento per contribuire con altre utilità alla costituzione e al
mantenimento di gruppi di tifosi? Cos’altro intendono i marketing
manager per “community da fidelizzare” con la fidelity card? Regolamento
sportivo e legge parlano chiaro: i titolari delle nuove carte non
aderiscono ad un’associazione legalmente riconosciuta con finalità di
divulgazione dei valori della Carta Olimpica e non hanno nemmeno
l’obiettivo di gemellaggi con altri tifosi (art. 8, L. 41/07).
GLI ESPERTI: NORME SCOORDINATE
“Nella fretta di varare la tessera del tifoso – sostiene l’Avv. Lorenzo
Contucci, esperto di cause per reati da stadio - ci si è dimenticati di
coordinare le norme. Forse non sarebbe stato possibile, visto che la
tessera non ha fondamento normativo ma si basa su una circolare
amministrativa. In realtà i Prefetti dovrebbero contravvenzionare le
società che, con la tessera, costituiscono la categoria dei tifosi
ufficiali senza formare prima un’associazione legalmente riconosciuta.
Potrebbe configurarsi l’omissione di atti di ufficio. Agevolazioni come
per l’abbonamento sono una violazione di legge”. “Già il decreto del
1995 postumo l’omicidio Spagnolo vieta legami tra società e tifosi –
ribatte Giovanni Adami, legale di molti sostenitori di curva – La
tessera è una facilitazione che va contro questo principio. Oltre che in
sede penale e amministrativa, si può pensare ad un esposto alla Procura
Federale della FIGC.”
DASPO AI CAMORRISTI
“Ultrà non sempre è sinonimo di criminale, ma a Napoli certi gruppi
camorristici non sono estranei alla gestione delle attività illecite che
ruotano attorno allo stadio”. Lo afferma il procuratore aggiunto
Giovanni Melillo, coordinatore della sezione criminalità predatoria
della Procura di Napoli, dove un pool di pubblici ministeri è
specializzato in reati da stadio. Melillo propone una ricetta inusuale:
estendere le limitazioni della Tessera del Tifoso ai sottoposti a misure
di prevenzione antimafia. “Il Daspo dovrebbe poter essere applicato
anche a quanti, pur non essendo stati protagonisti diretti di
comportamenti violenti negli stadi, abbiano riportato condanne, anche
non definitive, per gravi delitti: rapina, estorsione, traffico di
stupefacenti e, in generale, reati di criminalità organizzata”. In
pratica, significa trattare i camorristi come gli ultrà o,
preferibilmente, gli ultrà come i camorristi. Una formula che non lesina
polemiche. “Lo stadio non è un luogo extraterritoriale – replica l’Avv.
Contucci – lo stesso principio dovrebbe valere per discoteche e
osterie: contano una decina di morti l’anno. Sono dichiarazioni
contraddittorie: prima si dice che gli ultrà sono vicini alla camorra,
poi che la camorra non gestisce le curve di Napoli ma bagarinaggio,
scommesse e gadget contraffatti. Cosa ben diversa.” “Rispetto la
posizione del procuratore di Napoli – conclude l’Avv. Adami – ma il
legislatore ha creato misure restrittive circoscritte alle sole
manifestazioni sportive. La giurisprudenza (TAR Toscana e Liguria) dice
che il DASPO non può colpire il delinquente abituale. Non vedo il motivo
di estenderlo ai dediti ad attività criminale: c’è già il codice di
procedura penale”. Segno dei tempi: sta partendo la Tessera del Tifoso
e, seppur fuori legge, tra i magistrati partenopei c'è già chi propone
di superarla. Se non ce ne fossimo accorti, gli stadi sono diventati il
Nuovo Laboratorio Italia. Tra un pallone, un coro e una bandiera si
sperimentano misure di controllo sociale di massa e ardite peripezie
giurisprudenziali.
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