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7 anni infernali (1993-2000)
[Foto] :: l'A.S. Taranto 1906 della stagione 1993/94 (CND)
 
di Redazione
 
Il fallimento del Taranto F.C. (già retrocesso in C1) e la batosta della radiazione da tutti i campionati professionistici del 31 luglio 1993 ci fanno sprofondare in una realtà fino ad allora conosciuta solo per sentito dire: il Campionato Nazionale Dilettanti.
Dilettanti! E' la punizione e l'insulto che dobbiamo digerire e se un gruppo di imprenditori locali non avesse messo in piedi una società per il CND, sarebbe toccata la Terza Categoria.

Su iniziativa dello storico medico sociale il dott. William Uzzi, un gruppo di imprenditori (il cui zoccolo trainante sarà successivamente composto da Gino Bitetti, Giacomo Comegna e Pasquale Ruta) fonda l'A.S. Taranto 1906 e con il lascia passare della Federazione, tenendo conto di storia calcistica e bacino d'utenza, con circa 80 milioni di lire, il 3 agosto 1993 il neonato Taranto viene iscritto al girone H del Campionato Nazionale Dilettanti.
Il 4° posto ottenuto durante la prima stagione cancella anche l'illusione di poter risalire rapidamente la china. Nell'inferno dei dilettanti chiamarsi Taranto non produce alcun effetto se non quello di galvanizzare squadre e piazze avversarie, ogni domenica. I campi polverosi di Campania, Puglia, Calabria diventano teatri di battaglie in cui si dà tutto sia in campo che fuori. Quando gli avversari di turno sono il Taranto e i suoi tifosi, la partita diventa quella della vita e la vetrina è di quelle da addobbare ad ogni costo.
Nel 1994-95 la squadra è fortissima e conquista la promozione in C2 piazzandosi al 1° posto e vincendo anche lo Scudetto Nazionale Dilettanti: nel gruppo 4 battiamo 2-0 il Catania dopo aver perso per 3-2 in Sicilia, nella semifinale superiamo la Viterbese 5-1 in casa e 2-1 fuori e la finale vede il Tolentino travolto 5-0 a Taranto e 4-1 fuori.
I sogni di gloria durano solo un anno perchè nella successiva stagione di C2 riusciamo ad ottenere appena la salvezza (13° posto) mentre al termine del 1996-97 non si riesce ad evitare la retrocessione (18° posto).
Dura da digerire. Ma c'è di più.

La Lega informa (21 luglio 1997) il Taranto 1906 della mancata iscrizione al CND 1997-98 per non aver prodotto le copie delle ricevute attestanti il pagamento dei calciatori, una dichiarazione liberatoria delle passività e il deposito cauzionale. Appena 11 giorni prima, l'on. Giancarlo Cito (ex sindaco di Taranto) aveva costituito una società tutta sua: il Taranto 2000. Lo scopo era concorrere o addirittura sostituirsi a quel Taranto 1906 dal cui CdA era stato estromesso (24 febbraio 1996) quando si era dimesso da sincaco per salire a Montecitorio.

Un passo indietro.
Il 21 Novembre 1995, debiti e vari contatti con acquirenti poi svaniti nel nulla costringono la dirigenza del Taranto 1906 a rivolgersi alle Istituzioni cittadine: il sindaco in carica era proprio Giancarlo Cito che aveva accettato l'onore... e l'onere. Da allora e fino al febbraio 1996 era stato presidente onorario della società e dalla sua estromissione era nata una diatriba sulla concessione dello stadio Iacovone a causa della quale il Taranto 1906 era stato costretto più volte a disputare le gare casalinghe sul campo di Castellaneta.
Il trio dirigente del Taranto aveva estromesso Cito con astuzia: l'ascesa a Montecitorio da onorevole lo aveva costretto a dimettersi da sindaco e quindi era decaduta anche la carica da presidente onorario.

Tornando a noi.
A fronte della batosta della mancata iscrizione al CND, Cito escogita una fusione del suo Taranto 2000 con l'Altamura, compagna di girone del Taranto 1906 nel CND appena terminato. Presenta domanda in Lega e, forte della concessione dello stadio Iacovone da parte del sindaco, chiede quindi, oltre all'iscrizione, di giocare a Taranto. La Lega quasi ignora, posticipando la risposta, la richiesta del "Taranto 2000-Altamura" e in agosto, con la diramazione dei calendari per la stagione 1997/98, conferma l'iscrizione del Taranto 1906.
Il Taranto 2000, abbandonato il progetto di fusione con l'Altamura, partirà dal campionato di Terza Categoria a cui era stato regolarmente iscritto subito dopo la fondazione.
Sempre al 1997 risalgono i contatti tra i Gaucci rappresentati da Pieroni (ex d.s. del Taranto FC) e il Taranto, ma tutto sfuma.

Chiuso il capitolo Cito, giriamo pagina ma ci ritroviamo di nuovo nell'inferno dei Dilettanti (1997-98) e il 10° posto finale getta nello sconforto tifoseria e dirigenti. Tempi durissimi oltre misura, per fare un esempio: non era difficile in quel periodo, in viaggio per la trasferta, trovare la squadra in autogrill che pranzava con panini e roba simile.

Tornando al 1997-98, questa volta il fallimento è parziale: è lo stesso trio Bitetti-Comegna-Ruta che dopo avere messo in liquidazione (15 luglio 1998) l'A.S. Taranto 1906, iscrive - sempre in CND e nello stesso giorno - la neonata Unione Sportiva Arsenaltaranto.
Il 7 agosto 1998 Emanuele Papalia, già presidente della Camera di Commercio di Taranto e dell'Assocommercianti, ne diventa il presidente e con lui ha una cordata formata da altri 10 imprenditori e soci (Cavallo, Ciracì, Gennarini, Giove, Marangi, Palma, Petio, Schinaia, Simonetti, Tagarelli). Marangi è il vice presidente.
Il 4° posto ottenuto nel 1998-99 è meglio del 10° della stagione precedente ma non è ancora abbastanza. Cavallo, Marangi e Petio abbandonano e i soci diventano 8.

Nel CND 1999-00 l'Arsenaltaranto di Papalia e soci dà lo scatto. Il campionato è disputato ottimamente ma concluso purtroppo al 2° posto. Ci sono alcune società in difficoltà e l'ipotesi ripescaggio prende piede. Serve un altro scatto in avanti ed ecco che Ermanno Pieroni (già direttore sportivo nel Taranto FC di Carelli) si riaffaccia sullo Jonio come maggiore azionista di una mini-cordata formata con altri 4 imprenditori già soci dell'Arsenaltaranto: Giove, Tagarelli, Palma e Simonetti.
E la storia continua…