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Associazione Sportiva Taranto (2a parte 1970-1985)
[Foto] :: l'AS Taranto della stagione 1977/78 (serie B)
 
di Redazione
 
Serie B appena conquistata dopo ben 9 anni di purgatorio in serie C e città in festa.
Di Maggio conduce la squadra ottimamente e la puntella con ottimi rinforzi (vedi Paina, Campidonico, Listanti, Mutti). Si è sempre in serie cadetta e il campionato 1973/74 è l'ultimo con il piccolo Napoleone alla presidenza. Sulla panchina siede Invernizzi ma il presidente non è soddisfatto dell'andamento della squadra quindi contatta segretamente il siciliano Di Bella per affiancarlo al tecnico rossoblu. I tifosi temono l'ennesimo cambio di panchina e non lo vogliono, si schierano apertamente con Invernizzi e quest'ultimo dichiara che non accetterà la supervisione di un direttore tecnico. Di Bella intuisce la situazione e preferisce rifare le valigie e tornare a casa repentinamente. Per la prima volta Di Maggio ha la piazza contro e a partire dal dicembre 1973 decide di non entrare più allo stadio. Così sarà per tutto il resto del campionato alla fine del quale venderà a Giovanni Fico.
Michele Di Maggio morirà all'età di 83 anni, il 14 dicembre 2002.

Il nuovo presidente Fico segue le orme del predecessore e gestisce con intuito e grande fermezza decisionale. Un episodio significativo l'abbiamo proprio durante il suo primo anno quando, a metà del girone di ritorno e nonostante gli ottimi rinforzi (Iacomuzzi, Spanio, Selvaggi, Capra), la squadra rischia la retrocessione in C. I tifosi, proprio coloro che "difesero" per principio il carattere forte di un allenatore fino ad allora mediocre come Invernizzi, ora vogliono la testa del nuovo mister, Mazzetti. Fico tiene duro e alla fine ha ragione.
Si prosegue con onore tra i cadetti e nel frattempo da Mantova, serie C, arriva un promettente ragazzo di nome Iacovone, costato ben 400 milioni di lire. Arriva in comproprietà (130 milioni di lire + la comproprietà di Scalcon) e viene riscattato in un secondo momento.
Sul finire della stagione 1976-77 Fico fa per andarsene, dopo 3 anni di ottima gestione e al termine di un buon campionato di B, ma torna sui suoi passi, convinto dalle insistenze della piazza.

Il 1977-78 inizia alla grande con Iacovone che mette a segno reti su reti e tutta la squadra che gira alla perfezione. In gennaio Erasmo è capocannoniere del torneo e si sogna la serie A. La tragedia si consuma alle 00:40 del lunedì 6 febbraio 1978, quando Iacovone nella sua Dyane-6, al ritorno da uno spettacolo di cabaret poco fuori Taranto, viene travolto da una Gt 2000 che corre a fari spenti e a 180 km/h nel cuore della notte, in fuga da una volante della Polizia. Non c'è scampo per Iacovone.
La notizia si diffonde rapidamente in città e già dalle 3 del mattino l'ospedale SS Annunziata è preso d'assalto da flotte di tifosi increduli. La squadra giunge pian piano in mattinata, così come la famiglia di Erasmo. Il portiere Zelico Petrovic, sconvolto, tenta di farsi giustizia da solo (il pirata della strada è ricoverato nello stesso ospedale). Dal 9 febbraio 1978 lo stadio Salinella viene intitolato a Erasmo Iacovone, su preciso impegno di Fico.
L'anno dopo è l'ultimo del presidente. Fico è diventato scontroso e si comporta da padre-padrone. Gestisce il giocattolo a suo piacimento e perde i favori della tifoseria e della stampa. Fortunatamente giunge Donato Carelli a salvare la baracca.
Fico morirà all'età di 73 anni, il 26 dicembre 2002, due settimane dopo la morte del suo predecessore Di Maggio, come se fosse un segno del destino.

Carelli dura poco. Arriviamo alla presidenza del cav. Luigi Pignatelli. E' un personaggio popolare in città e la sua semplicità e il suo essere schietto e genuino conquista tutti. Salda i debiti di tasca propria finchè può. La sua gestione è quella del Taranto di Sant'Antonio (come il titolo del bel libro di Dino Lopane). Pignatelli, molto devoto al santo, quasi offusca San Cataldo, vero patrono di Taranto. "Con Sant'Antonio si va in B", recita uno striscione in città vecchia e, dopo 3 anni di serie C in cui si era retrocessi a causa della penalizzazione di 5 punti inflitta al Taranto per l'inchiesta sul calcio-scommesse partita il 23 marzo 1980, l'AS Taranto della gestione Pignatelli in serie B ci torna davvero: campionato 1983-84 concluso con fatica dopo aver sperperato un buon vantaggio sulle altre. Il 1984-85 è quello della B ma l'11 Aprile 1985 l'AS Taranto viene dichiarato fallito dal tribunale, dopo vani tentativi di reperire fondi e finanziatori.
Pignatelli morirà all'età di 85 anni, il 15 maggio 1999.

Subentra l'ing. Vito Fasano che acquista il titolo sportivo e porta a termine la stagione, ma non riesce ad evitare la retrocessione in C. Si ripartirà con il Taranto Football Club.